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Allerta per questo pesce nel Mar Adriatico: “Non toccatelo”. Si rischia molto

Il Pesce chirurgo di Monrovia (Acanthurus monroviae) è stato segnalato nel Mar Adriatico e non si tratta più di un’apparizione sporadica.
Dall’Atlantico all’Adriatico: una presenza ormai stabile (www.tartanet.it)

Un corpo elegante, colori discreti e un dettaglio che cambia completamente la percezione: due lame affilate vicino alla coda da osservare con attenzione.

Il Pesce chirurgo di Monrovia (Acanthurus monroviae) è stato segnalato nel Mar Adriatico e non si tratta più di un’apparizione sporadica.

Il primo avvistamento documentato risale all’estate del 2024, lungo le coste croate nei pressi di Kostrena. Un esemplare è stato osservato mentre si nutriva di alghe su un fondale roccioso, a pochi metri di profondità. Da quel momento, le segnalazioni si sono moltiplicate fino a delineare un quadro chiaro: la specie non è più di passaggio.

Gli studi condotti da ricercatori croati indicano che il Pesce chirurgo di Monrovia è riuscito a risalire il Mediterraneo e attraversare il Canale d’Otranto, stabilendosi progressivamente nell’Adriatico. Non si tratta quindi di animali liberati accidentalmente da acquari, ma di un’espansione naturale, favorita probabilmente da cambiamenti ambientali e temperature marine sempre più alte.

Questa dinamica rientra in un fenomeno più ampio, spesso definito “meridionalizzazione”, che vede specie tipicamente tropicali spingersi verso nord, modificando lentamente gli equilibri degli ecosistemi marini.

Come riconoscerlo: forma, dimensioni e dettagli distintivi

L’Acanthurus monroviae può raggiungere i 48 centimetri di lunghezza e un peso che sfiora il mezzo chilo. Il corpo è ellittico e schiacciato lateralmente, ricoperto da piccole scaglie, con una bocca relativamente piccola e labbra spesse.

Il tratto più caratteristico resta però la coda: una pinna a forma di falce con una spina erettile e due macchie gialle ben visibili che segnalano la presenza dei cosiddetti “bisturi”. Sono strutture affilate, utilizzate per difesa, che possono entrare in azione con movimenti rapidi e improvvisi.

A uno sguardo superficiale può ricordare altri pesci chirurgo più noti, ma questi dettagli lo rendono immediatamente distinguibile agli occhi degli esperti e dei sub più attenti.

Non è un predatore né un animale particolarmente territoriale, ma il rischio esiste. I due “bisturi” laterali vengono utilizzati come arma difensiva

Perché può essere pericoloso (senza essere aggressivo)(www.tartanet.it)

Non è un predatore né un animale particolarmente territoriale, ma il rischio esiste. I due “bisturi” laterali vengono utilizzati come arma difensiva: con un colpo rapido della coda, il pesce può infliggere tagli anche profondi.

Gli esperti invitano a mantenere sempre una distanza di sicurezza. Il problema nasce quasi sempre da comportamenti umani: tentativi di toccarlo, afferrarlo o avvicinarsi troppo durante immersioni o snorkeling. In condizioni normali, il pesce tende a evitare il contatto.

La raccomandazione vale anche fuori dall’acqua. Trattandosi di una specie commestibile, può finire nelle reti dei pescatori. Anche da morto, però, le lame restano affilate e possono provocare ferite se maneggiate senza attenzione.

Un segnale del cambiamento del mare

La presenza stabile del Pesce chirurgo di Monrovia racconta qualcosa di più ampio rispetto al singolo avvistamento. Non sembra entrare in competizione diretta con molte specie locali, se non in parte con la Sarpa salpa, ma la sua diffusione rappresenta un segnale chiaro.

Il Mediterraneo, e in particolare l’Adriatico, sta cambiando. Nuove specie arrivano, si adattano, trovano spazio. Alcune passano inosservate, altre attirano l’attenzione per caratteristiche insolite, come queste “lamette” naturali.

E mentre il mare continua a trasformarsi sotto la superficie, resta una domanda sospesa: quanto ancora dovremo abituarci a considerare “normali” presenze che, fino a pochi anni fa, sembravano lontane?

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