Home » Biologia » Specie » Tartaruga embricata

Tartaruga embricata

Eretmochelys imbricata (Linnaeus, 1766)

Inglese: Hawksbill,
Francese: Tortue caret,
Spagnolo: Tortuga de Carey

Quadro sistematico:
Classe: Rettili
Sottoclasse: Anapsidi
Ordine: Cheloni
Sottordine: Criptodiri
Famiglia: Cheloniidi

Dimensioni:
Di piccole dimensioni, l¿adulto può raggiungere i 90 cm di lunghezza (carapace) e i 70 Kg di peso.

Principali caratteristiche anatomiche:
La colorazione del carapace è molto variegata, con striature marroni e nere su uno sfondo color ambra; le squame del piastrone sono gialle chiare o aranciate. Le squame cornee della testa e delle natatoie anteriori si distinguono nettamente per la colorazione nerastra che risalta sulla pelle color giallo-arancio.
Come la Tartaruga verde anche la embricata è caratterizzata da un carapace costituito da 4 paia di placche costali e da 11 paia di placche marginali; anche in questa specie la squama nucale è separata dalla prima squama costale. Nella testa sono presenti 2 paia di squame prefrontali, tra gli occhi. Nel piastrone sono presenti 4 paia di placche inframarginali.
Caratteristica sistematica della specie, da cui deriva il suo nome, è inoltre la disposizione delle squame cornee del carapace e del piastrone che nei giovani sono fortemente embricate, cioè in parte sovrapposte, poi, con la crescita dell¿animale, queste si discostano sempre più fino a divenire perfettamente giustapposte negli individui molto vecchi. Esse sono infine più voluminose rispetto a quelle delle altre tartarughe; ma la struttura ossea sottostante è più leggera per la presenza, nei punti di convergenza delle placche ossee costali con quelle marginali, di fontanelle, cioè di spazi membranosi non ossificati, che generalmente persistono per tutta la vita dell¿animale. La ranfoteca, provvista di un becco assai sporgente e ricurvo, le ha valso il nome di ¿tartaruga dal becco di falco¿.

Alimentazione:
La sua dieta è costituita di crostacei e molluschi e alghe che va a cercare negli anfratti delle rocce e tra i coralli immergendosi fino a 100 metri di profondità. Inoltre si ciba di coralli, di alcuni tunicati e di spugne. E¿ straordinaria la sua abilità nel mangiare le spugne senza essere danneggiata né dalle tossine né dalla struttura spesso molto robusta (le spicole) delle spugne stesse.

Deposizione:
I luoghi di deposizione di questa specie sono molto isolati e sporadici. Depone da sola o in piccoli gruppi (ottimo deterrente contro la predazione delle uova); la deposizione avviene ad intervalli di 2, 3 o più anni e si hanno fino a 4 covate all¿anno (tarda primavera ed estate): ogni covata consta di circa 160 uova (ma può variare da 70 a 250) che hanno un periodo medio di incubazione di 60 giorni (dai 47 ai 75 giorni).
I piccoli alla nascita misurano in media 5 cm (dai 38 ai 46 mm).
Sembra che la Tartaruga embricata raggiunga la maturità sessuale verso i 3 anni di vita alla lunghezza di 31-36 cm (25-28,5 cm le popolazioni della penisola araba).

Distribuzione e Habitat:
La Tartaruga embricata predilige le acque tropicali basse e calde: barriere coralline, estuari e lagune delle fasce tropicali e subtropicali dell¿Oceano Atlantico, Pacifico e Indiano. Sono state avvistati alcuni esemplari anche in prossimità di insenature e piccole baie, vicino alle mangrovie. Nel Mediterraneo è considerata una specie occasionale.

Status e principali minacce:
Malgrado la dispersione dei siti di deposizione che risultano quindi meno soggetti alle ruberie, e malgrado il raggiungimento precoce dello sviluppo sessuale, le popolazioni di Tartaruga embricata sono sempre più isolate e rare.
Cacciata tantissimo in passato (principalmente lungo le coste dell¿Oceano Indiano e a Ceylon) per le preziose squame cornee che venivano utilizzate per la produzione di oggetti decorativi e gioielli, soprattutto prima della scoperta delle materie plastiche. Malgrado l¿istituzione di normative per la tutela di questa specie, non è raro trovare ancora piccoli souvenir e bigiotterie nei mercatini locali indonesiani, ad esempio, o di Paesi che si affacciano sull¿Oceano Indiano.