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Riproduzione

I Cheloni, come tutti i Rettili viventi, sono animali a sessi separati con dimorfismo sessuale, cioè sono diversi strutturalmente tra maschio e femmina, in maniera più o meno accentuata a seconda delle specie. Generalmente è più evidente nelle testuggini rispetto alle tartarughe marine. In queste ultime l'elemento che più ci aiuta a distinguere i sessi, ovviamente osservando un esemplare che ha raggiunto la maturità sessuale, è la forma della coda, molto più lunga e robusta e con l'apertura cloacale più apicale nei maschi, più corta e con la cloaca posizionata alla base nelle femmine. Anche le unghie rappresentano un carattere distintivo. Esse sono generalmente più lunghe e sviluppate nei maschi per facilitare l'accoppiamento: servono infatti per 'agganciarsi' al carapace della femmina.


Maturità sessuale
Per la Tartaruga comune si stima un'età compresa tra i 13 e i 30 anni, per la Tartaruga verde dovrebbe essere tra i 27 e i 33 anni (in Atlantico). Comunque, alcune informazioni potrebbero trarre in inganno poiché ottenute da animali in cattività.

In base ai dati a disposizione, sembra che nel Mediterraneo la Tartaruga comune, Caretta caretta, possa nidificare quando raggiunge all'incirca i 60 cm di lunghezza. L'età alla quale viene raggiunta questa taglia è ancora incerta, ma risulta comunque superiore ai 10 anni. La Tartaruga verde, Chelonia mydas, inizia invece a deporre quando raggiunge i 70 cm circa. Anche in questo caso non sappiamo a che età corrisponda questa dimensione. L'altra specie mediterranea, la Tartaruga liuto, Dermochelys coriacea, non nidifica in questo mare.


Ccoppiamento
Come nella maggior parte degli animali, l'accoppiamento è preceduto dal corteggiamento, caratterizzato da comportamenti ritualizzati, finalizzati alla scelta del partner. Così quando il maschio trova la compagna giusta, cioè ricettiva e pronta per riprodursi, inizia il suo rituale, diverso da specie a specie, fatto di «danze» attorno alla prescelta, di scontri, molte volte anche violenti, di ripetuti morsi sul collo e sulle zampe, di «dichiarazioni d¿amore» costituite da rantoli e soffiate sonore. Successivamente il maschio sale sopra la femmina e vi si aggrappa agganciandosi al suo carapace con le unghie delle natatoie. Nelle femmine sono più anziane sono presenti tracce riconoscibili degli accoppiamenti sul carapace che appare leggermente infossato e segnato soprattutto lungo il margine esterno, dove il maschio si aggrappa con i poderosi artigli.

Gli accoppiamenti possono durare diverse ore e avvengono in acque basse, generalmente a meno di un chilometro dalla costa e difficilmente dopo l'inizio del periodo di deposizione. E' questo l'unico momento in cui le tartarughe marine, animali generalmente solitari, si incontrano. Ci sono prove del fatto che le tartarughe siano poliandriche, cioè che ogni femmina si accoppia con vari maschi che competono fra loro.


Uova
Tutti i Cheloni sono ovipari, depongono cioè uova la cui forma e numero dipendono dalla specie. Per quanto riguarda il numero, ad esempio, si va dalle 2-3 uova nella testuggine di Hermann, alle 100-200 uova nelle tartarughe marine. La forma delle uova può essere sferica, come nella maggior parte delle tartarughe marine, o ellittica come nella testuggini palustri e terrestri. Il colore e la consistenza del guscio variano anch¿essi a seconda delle specie, bianche o grigiastre, molli o dure e calcaree.

In Caretta caretta le uova appena deposte sono traslucide. Dopo 1-2 giorni una macchia bianca appare sulla parte superiore dell¿uovo, sopra l'embrione, dove le membrane extra-embrionali si attaccano al guscio. In circa 5-7 giorni metà dell'ovo è diventata bianca e ce ne vogliono 10-12 perché il processo sia completo. Le uova non fecondate restano invece traslucide.

Benché in parte riadattatesi all'ambiente acquatico, anche le Tartarughe marine conservano l' "abitudine" di deporre le proprie uova sulla terraferma, come tutte le testuggini. La femmina ha il compito di scegliere il luogo più adatto. Nella scelta intervengono diversi fattori in quanto esso deve corrispondere a condizioni ambientali adatte a uno sviluppo ottimale delle uova: sono importanti le caratteristiche chimico-fisiche della spiaggia e delle acque adiacenti, il campo magnetico, un'esposizione solare adeguata per incubare le uova e farle sviluppare nel minor tempo possibile, una determinata distanza dall¿acqua, un substrato idoneo per consistenza e grado di umidità, una profondità adeguata.

La temperatura di incubazione rappresenta un altro fattore estremamente importante: ad esempio, l'esposizione delle uova a una temperatura al di sotto di un valore minimo (che varia a seconda delle specie) può impedire lo sviluppo dell'embrione. Con temperature medie comprese tra i 26-28 C° si ha tra le nascite una netta prevalenza di maschi, mentre a temperature maggiori si ha una predominanza di femmine. La determinazione del sesso nei Cheloni è quindi ambientale, cioè dipendente da fattori esterni (in quasi tutti gli animali superiori e nell'uomo, la determinazione del sesso è invece dipendente da fattori genetici). Sarà quindi soltanto la temperatura della sabbia, che varia in funzione della profondità e di altri fattori (come la colorazione e la composizione della sabbia), a stabilire il sesso dei nascituri. In altre parole, in un nido le uova più superficiali e quindi più calde daranno generalmente origine a femmine, quelle più profonde a maschi.


Deposizione
Durante la notte, in genere tra le 22 e le 3 del mattino, salvo rare eccezioni, la femmina, strisciando sul ventre e spingendosi avanti con le natatoie anteriori, sale sulla spiaggia prescelta e con l'aiuto di tutti e quattro gli arti, inizia dapprima a scavare una depressione tutto intorno a sé e successivamente, con le sole zampe posteriori, una cavità nel terreno che accoglierà le uova. Curiosa è l'influenza delle fasi lunari e delle maree sui tempi di nidificazione: generalmente le tartarughe sembrano uscire dall'acqua o poco prima che si alzi la luna, se questa è crescente, o poco dopo la scomparsa della luna, se questa è calante. Ovviamente ciò permette di poter prevedere, in linea di massima, il momento nel quale le tartarughe appariranno sulla spiaggia. Nel caso ci sia luna piena o luna nuova la deposizione avviene comunque: durante la luna piena il momento più probabile è quando la luna raggiunge il punto più alto del suo arco (circa alle ore 24), probabilmente per evitare di formare lunghe ombre (che si formano invece quando la luna è più bassa) che renderebbero le madri più visibili ai predatori.
I dati riportati in letteratura mostrano inoltre che, nei Paesi del mondo dove esistono grandi escursioni di marea, le tartarughe tendono a risalire le spiagge nel momento di alta marea, probabilmente perché se lo facessero durante la bassa marea potrebbero rischiare di nidificare in zone che vengono inondate quando il livello del mare è più alto. Caratteristica peculiare della Lepidochelys kempii e della Lepidochelys olivacea è l'arrivo simultaneo sulla stessa spiaggia di migliaia di esemplari, fenomeno che nei paesi di lingua spagnola viene indicato con il termine di 'arribada'.

Una volta deposte le uova, la femmina richiude energicamente la buca cercando di nascondere il più possibile la posizione del nido e successivamente si allontana lasciando i piccoli a se stessi. Ovviamente nell¿andare via lascia, ignara, impronte caratteristiche e facilmente individuabili che svelano l'esatta ubicazione del nido.


Schiusa
La durata dell'incubazione varia a seconda delle specie e a seconda del clima: nelle fasce temperate e subtropicali le uova schiudono in genere dopo 60-70 giorni. Può capitare però, quando le condizioni climatiche impongono temperature più basse rispetto alle medie stagionali, che la schiusa delle uova avvenga in tempi molto più lunghi: l'incubazione può addirittura durare 6-7 mesi per superare l'inverno permettendo così la schiusa in primavera.

Dopo un certo periodo, variabile a seconda della specie e della latitudine geografica, i nascituri rompono il guscio con una piccola protuberanza presente sul becco chiamata 'dente dell'uovo' e fuoriescono dal nido prendendo subito la via del mare. Di norma la nascita avviene di notte e simultaneamente. Sia la predazione a carico delle uova che la mortalità nei primi momenti dopo la nascita sono elevatissime. Va infatti considerato che i neonati sono particolarmente vulnerabili e soggetti a numerosi pericoli: le luci artificiali possono disorientarli, i predatori sono molteplici (a seconda dei luoghi volpi, cani, procioni, granchi, maiali, corvi, ratti, gabbiani e altri) e il percorso verso il mare può essere reso difficile da eventuali buche e asperità del terreno invalicabili per i piccoli. Sulle spiagge a elevata densità di nidificazione, la stessa presenza di femmine in deposizione può rappresentare un pericolo per i nidi preesistenti che rischiano di venire inavvertitamente distrutti durante la preparazione dei nuovi.


Nidi
In Mediterraneo la Tartaruga comune, Caretta caretta, inizia a nidificare generalmente alla fine di maggio, quindi a primavera inoltrata, e continua per tutta l'estate fino alla fine di agosto. Alcune tartarughe continuano a deporre fino agli inizi di settembre. La stagione della nidificazione può subire delle variazioni in funzione delle condizioni climatiche. Una femmina di questa specie pare possa deporre da 1 a 6 volte nella stessa stagione. In generale, comunque, anche il numero delle deposizioni può variare in funzione di fattori climatici, ad esempio quando la stagione invernale tende a prolungarsi.

Le tartarughe non nidificano ogni anno: esistono infatti cicli di deposizione che possono variare da 2 a 8 anni o anche più. Questi valori sono stime, in genere approssimate per difetto, a causa di diversi fattori come una sorveglianza insufficiente delle coste, la perdita delle targhette di marcatura, l'inaccesibilità e la mancata conoscenza di tutti i siti idonei alla deposizione, e non ultima l'imprevedibilità spaziale e temporale dell'evento di nidificazione. Variazioni della periodicità nel ciclo di deposizione di una tartaruga possono riflettere cambiamenti nella disponibilità di cibo e nella quantità di grasso immagazzinato nelle riserve.

Per quanto riguarda la fertilità, si è potuto stimare che una femmina, ad esempio di Tartaruga comune, è in grado di riprodursi attivamente per almeno 32 anni. Questa media può abbassarsi a causa dell'interferenza umana. Diversi autori hanno comunque messo in evidenza come alcune tartarughe vecchie che continuavano a deporre, producevano uova spesso malformate.

In una stagione le deposizioni avvengono generalmente non solo sulla stessa spiaggia, ma spesso e volentieri nella stessa zona di spiaggia, soprattutto in alcune specie tra cui la Tartaruga verde. Il fatto che alcune tartarughe depongano in spiagge diverse (comunque vicine), o in zone diverse della stessa spiaggia, è probabilmente dovuto al disturbo spesso causato dall'uomo o dai predatori. Ma c'è di più. Soprattutto grazie all'attività di marcatura degli animali si è potuto dimostrare che le femmine possono tornare a nidificare sulla stessa spiaggia per tutta la vita. Queste spiagge sono anche le spiagge che le hanno viste nascere. Recenti ricerche sul DNA mitocondriale hanno dimostrato come i fattori ambientali e l'«imprinting» (apprendimento in fase precoce) siano responsabili della scelta delle spiagge per la nidificazione. L'imprinting sembrerebbe essere responsabile anche della scelta dei territori di foraggiamento.

Il campo magnetico terrestre e le sue variazioni, la direzione delle onde, la chimica della sabbia e delle acque, sono alcuni dei fattori probabilmente responsabili del processo di «imprinting» che suggerisce alle tartarughe il percorso da compiere per arrivare alla spiaggia prescelta, una vera e propria mappa geografica interna. L'imprinting è importante non solo per l'orientamento di questi animali, ma ha anche implicazioni nella conservazione della specie dal momento che le tartarughe costituiscono in questo modo, demograficamente, popolazioni distinte.

La difficoltà nel trovare un luogo adatto per la deposizione può spiegare il perché, una volta scelto, esso venga utilizzato per sempre nella vita di una femmina e addirittura trasmesso di generazione in generazione, anche se, come abbiamo detto, alcune popolazioni sembrano essere più «fedeli» di altre. Ecco perché l¿alterazione dei siti riproduttivi da parte dell'uomo rappresenta il principale pericolo per alcune popolazioni.

Quello che sappiamo delle tartarughe marine è solo una minima parte di quanto dovremmo conoscere per poter proteggere queste «antiche» creature dalle minacce che incombono sul loro futuro. Sono animali che vivono in un ambiente che rende difficile il loro studio. Ma dobbiamo procedere in fretta poiché numerosi pericoli ne minacciano la sopravvivenza, molti dei quali dipendono proprio da noi, dall'uomo.