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Curiosità
Nel corso di una conferenza di astronomia il famoso scienziato Stephen Hawking un giorno aveva spiegato al pubblico di come la Terra ruoti intorno al Sole e di come quest¿ultimo a sua volta ruoti attorno al centro della nostra galassia. Al termine della conferenza, una signora in fondo alla sala si alzò e protestò: ¿Quello che lei ci ha raccontato sono tutte frottole. Il mondo, in realtà, è un disco piatto che poggia sul dorso di una gigantesca tartaruga¿. Questo curioso aneddoto, ci rimanda a un¿immagine diffusa nella cultura e nel folklore di molti paesi: quella della tartaruga come pilastro del mondo o dell¿universo¿
Miti, leggende e tradizioni
Super eroe da sempre, l¿immagine della tartaruga rappresenta da moltissimo tempo il ¿pilastro¿ del mondo e dell¿universo. C¿è una leggenda cinese che narra di una Terra sorretta da quattro tartarughe e di come Kung Kung, signore dei Titani, uccise una di queste per destabilizzare il mondo stesso. Fa parte sempre della millenaria tradizione cinese il mito di Kuen. E¿ il creatore del caos rappresentato come tartaruga zoppa, senza cioè stabilità ed equilibrio. Mentre per i mongoli, la tartaruga che sostiene la montagna centrale dell¿universo è ¿dorata¿. Anche se, a volte, un po¿ goffa. Tanto da provocare, quando inciampa o perde l¿equilibrio, terremoti, eruzioni vulcaniche e inondazioni. Della stessa area, i Calmucchi ¿pensano¿, poi, che la stessa provocherà la fine del mondo quando il Sole, avvicinandosi troppo alla Terra, dovesse costringerla a rigirarsi di colpo per eccesso di calore.
Non risparmiano esagerazioni neanche in India. Per loro è non solo il sostegno del trono divino bensì creatore addirittura dell¿universo. E¿ colei che sostiene l¿elefante, che sostiene il mondo.
Tra le tradizioni che sopravvivono c¿è quella della costa cinese, dove si preparano torte di riso a forma di tartaruga marina da mettere in mostra nei templi. Lì gli vengono rivolte preghiere e buoni propositi. Partecipano anche delle tartarughe vere. Sono poche fortunate, tra quelle pescate che, dopo le cerimonie religiose, vengono rilasciate.
Ancora oggi, in Oriente si usa, peraltro, regalare agli sposi una tartaruga come augurio di felicità, prosperità e lunga vita. Altrove svolge un ruolo di poltrona con funzioni diverse. Il patriarca della tribù dei Dogon, che vive sul fiume Niger, in Africa centrale, ci si siede per amministrare la giustizia. Oltre a sorreggerlo deve ispirarlo con la sua presunta saggezza. In Camerun , invece, dovrebbe impedire ai sospettati di mentire.
A Punalu¿u Beach, sulla Big Island nelle Hawaii, è stato inaugurato, nel 1995, un monumento in onore delle tartarughe marine e della leggenda di Kauila, una tartaruga che fornisce acqua di sorgente alle popolazioni locali. Ma ciò che la rende davvero speciale è il potere di assumere, durante il giorno, sembianze umane per giocare con i bimbi sulla spiaggia, proteggendoli da ogni pericolo.
Nonostante, però, tantissime culture , come si vede, le considerino figure positive, protettrici e sacre, di fatto le tartarughe sono state sempre cacciate, mangiate o trasformate in inutili souvenir.
A Ra¿s al-Hadd, nell¿Oman sull¿Oceano Indiano, degli scavi hanno rivelato la presenza di numerosi reperti di ¿vita quotidiana¿ composti con parti di tartarughe risalenti all¿età del Bronzo, circa 5000 anni fa. In pratica, allora come oggi, dell¿animale si fa ampio uso: carne, grasso, guscio, pelle, uova e ossa.
Recentemente le tartarughe continuano ad essere preda dell¿uomo per diversi scopi. Le loro carni vengono descritte, soprattutto da pescatori e marinai, come deliziose, nutrienti e salutari. In qualche caso, perfino, con proprietà purgative. Facili da catturare, questi animali hanno una resistenza fuori dal comune potendo resistere per giorni senza mangiare né bere. Una virtù tornata presto utile ai marinai che le preferivano a polli e galline come scorte vive per i lunghi viaggi.
Allo scopo, forse, di giustificare il massacro, la tartaruga non ha sempre avuto un'immagine positiva. E¿ pur sempre un ¿rettile¿ e, inoltre, fatta eccezione per le marine, ha l¿abitudine di svernare sottoterra.
Per questa ragione è ¿diventata¿ per i Greci ¿abitante del Tartaro¿, cioè degli inferi. Mentre i predicatori cristiani, all¿inizio del medioevo, raccontano di combattimenti fra galli, simbolo per loro di vigilanza e coraggio, e tartarughe ovvero, codardia. San Girolamo arriva ad affermare che l¿andatura di questi animali è condizionata dal peso di gravi peccati. Una bestia immonda, insomma. Nonostante ciò non hai mai fatto schifo a nessuno una bella zuppa di tartaruga. Tant¿è che nei conventi non avendo dignità di carne si era autorizzati a mangiarla sempre. Anche il venerdì.
Tartarughe su monete e banconote
Appare, la prima volta, su monete coniate addirittura nel 700 a. C., nello stato di Egina. L¿isola, compresa nell¿antica Grecia, raggiunge l¿apice delle sue fortune commerciali prima dello sviluppo di Atene. All¿inizio rappresentavano specie marine. La loro produzione durò 300 anni, dopodiché, a seguito dell¿invasione degli Attici avvenuta nel V secolo a.C., le immagini sulle monete furono curiosamente cambiate con quella di una testuggine, la Testudo marginata.
Mentre gli ateniesi definivano queste monete ¿dracme pesanti¿, dato il formato più pesante rispetto alla loro moneta, tutti gli altri nel Peloponneso la chiamavano, semplicemente, ¿tartaruga¿.
Fin qui le testimonianze per quanto riguarda l¿antichità. Bisogna attendere fino ai primi del ¿900, precisamente nel 1934, per trovare un¿altra raffigurazione di tartaruga su monete. L¿onore spetta, questa volta, alla Tartaruga verde (Chelonia mydas) che in quell¿anno si ritrova impressa sulla moneta da 6 pence delle Isole Fiji.
Attualmente, troviamo Cheloni (tartarughe o testuggini) sulle monete di 15 Paesi e sulle banconote di ben 36 Paesi. Ai primi posti ci sono le Seychelles con 18 ¿pezzi¿ e 13 banconote e le Isole Cayman con 11 spiccioli e 18 banconote.
- La più piccola è una testuggine terrestre sudafricana, la Homopus signatus. Il carapace raggiunge al massimo 7 centimetri nei maschi e 10 nelle femmine.
- La più grande vivente è marina, la tartaruga Liuto o Dermochelys coriacea. E¿ un vero e proprio gigante dei mari che raggiunge 2 metri di lunghezza del carapace e 500 chili di peso.
- La più grande estinta era sempre marina appartenente alla famiglia Protostegidi, l¿Archelon. Il suo carapace poteva raggiungere una lunghezza di 3 metri per un peso di 2 tonnellate.
- La più primitiva è messicana. Si chiama Dermatemys mawi. Dei suoi antenati ha conservato caratteri anatomici come la forma del muso e la presenza di piastre inframarginali nel piastrone. Anche la tartaruga azzannatrice americana, Chelidra serpentina presenta caratteristiche anatomiche arcaiche: un corpo massiccio, una testa grossa e poco retrattile, una coda lunga e robusta.
- La più moderna (di origine più recente) tra le tartarughe marine, sembrerebbe essere la tartaruga bastarda, Lepidochelys kempi, nata come popolazione del Golfo del Messico della tartaruga olivacea, Lepidochelys olivacea, e distaccatesi, poi, dalla specie del Pacifico quando nel Pliocene, circa 4 milioni di anni fa, si chiuse l¿istmo di Panama.
- La più longevasembrerebbe essere stata una testuggine terrestre gigante, Geochelone gigantea, proveniente da Aldabra, vissuta sino all¿età di 120 anni.
- La più temeraria è terrestre, la testuggine di Horsfield, Testudo horsfieldi. A differenza della maggior parte delle tartarughe che vivono nelle fasce tropicali ed equatoriali, si spinge a latitudini maggiori, nelle zone temperate-fredde. E¿ stata segnalata nelle fredde steppe del Kazakistan. Anche la nostra testuggine palustre europea, la Emys orbicularis, raggiunge latitudini estreme per un rettile. Ne è un esempio la Lituania.
- La più cauta è la testuggine a scatola, la Terrapene carolina che, grazie alla presenza di una cerniera a livello del piastrone, è in grado di chiudersi ¿ermeticamente¿ dentro il suo guscio.


I ¿primati¿ tra le tartarughe